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13 Novembre – 5 Dicembre
Scutammia ’09 - (IV edizione)
-- Alla sala Lomax la 4° edizione della rassegna dei cantautori “Scutammia”, quarto incontro tra i cantautori italiani e il pubblico siciliano.
-- Nel 2008 la rassegna ha ospitato Max Manfredi da Genova, recente vincitore del Premio Tenco,
-- l’ideatore e direttore artistico della rassegna Guido Politi ha raccontato le sue storie-canzoni.
Quest’anno a “Scutammia” chi abbiamo :
-- 13 nov LeleComplici (Gabriele Gambardella) con il suo gruppo
-- 20 nov Carlo Pestelli, che presenterà il suo ultimo CD "Un'ora d'aria"
-- 27 nov Luca Ghielmetti in trio,
-- 4 dic Matilde Politi che ritornerà a presentare il suo Ultimo CD “Si eseguono riparazioni dell’anima”.
-- 11 dic Il Duo Unduo (Costanza Paternò e Davide Di Rosolini),
LELE COMPLICI (13/11)
LELECOMPLICI (all'anagrafe Gabriele Gambardella) nasce a Como il 4 maggio 1977.
· E' cantautore autodidatta – Cosa significa
· Nel 2003 nasce in te il desiderio di scrivere canzoni un progetto musicale che si concretizza nel 2008 con il tuo primo lavoro “Sotto gli occhi di nessuno” un disco ricco di spezie - sapori genuini - swing, di slow, di blues, di folk irlandese e ritmi balcanici
· Hai partecipato al Festival della Canzone Umoristica "Dallo Sciamano allo Showman", serata che ha avuto come ospiti anche Vinicio Capossela
Verso la fine del 2003 nasce in lui il desiderio di scrivere canzoni e comincia così la realizzazione di un progetto musicale che si concretizza il 2 ottobre 2008 con l'uscita del suo primo disco intitolato SOTTO GLI OCCHI DI NESSUNO".
E' un disco ricco di spezie e di sapori genuini, che mira dritto al cuore di chi lo ascolta, con quel suo mix equilibrato di swing, di slow, di blues, di folk irlandese e ritmi balcanici.
Caratteristiche essenziali di questo disco d'esordio sono la voce potente e graffiante di Lele, a tratti aspra come un giovane whisky, l’ironia dei suoi testi capaci di disegnare deliziosi quadretti naif oppure scattare magiche fotografie viranti seppia e tutto il calore della sezione fiati capace di scaldare una fredda giornata d’inverno come un buon bicchiere di rosso, senza dimenticare la complicità degli altri bravi musicisti che vi hanno suonato come carte di un unico mazzo.
Il disco è ben accolto da pubblico e critica ed è portato in giro per molti locali del nord Italia, tra le date si segnalano alcune aperture di concerti del cantautore genovese Max Manfredi e della Banda Elastica Pellizza.
Il 4 ottobre 2009, al Teatro Sociale di Brescia, Lelecomplici ha partecipato alla serata finale del Festival della Canzone Umoristica "Dallo Sciamano allo Showman" in gara per la Targa Bigi Barbieri “La proposta del festival", serata che ha avuto come ospiti Vinicio CaposselaeVincenzo Costantino "Cinaski"che hanno portato in scena"In clandestinità - Mr Pall incontra Mr Mall"
CARLO PESTELLI (20/11)
Carlo Pestelli vive a Torino, dove è nato nel maggio del 1973. Inizia giovanissimo a suonare il pianoforte, ma è con la chitarra che a quattordici anni scrive la sua prima canzone. In quel periodo la matrice gucciniana è tale che la melodia del suo brano d’esordio è la stessa di Eskimo (ma sarà un amico, anni dopo, a farglielo notare).
Nel 1994 registra la suo prima demo - cinque pezzi - titolo: “Buonumore”. Nel brano che intitola la raccolta è evidente l’influenza di Gaber (questa volta evidente anche allo stesso Carlo, e fin da subito). Due anni più tardi è la volta di “Tarabas ieri sera”, nuova registrazione che conosce una buona diffusione nelle radio della sua città.
Finalista due volte (nel 1998 e nel 2003) al premio Città di Recanati e al festival nazionale dell’ARCI Cantautori, dal 1998 è attivo soprattutto dal vivo (in quasi ogni regione d’Italia), da solo o più spesso accompagnato da Mario Congiu alla chitarra, Vito Miccolis (Tribà) alle percussioni e, nel migliore dei casi, Giorgio Li Calzi alla tromba e Gianni Coscia alla fisarmonica.
Tenendo ben presente il percorso dei primi cantautori italiani (su tutti l’amico-maestro Fausto Amodei, con cui suona dal 1994 al 2005, in Italia e all’estero), crea uno stile personalissimo fatto di ballate (r)esistenziali e canzoni ironiche che diventano le due facce di una stessa medaglia.
Nel 2001 il primo vero disco, “Zeus ti vede” (www.vitaminic.it). Al lavoro collaborano vecchie conoscenze della scena torinese come Elvin Betti, già batterista dei Fratelli di Soledad, il chitarrista Slep (che arrangia i primi due brani del disco) e Umberto Mari. La title-track dell’album è un ritmato collage di frasi e slogan rubati ai muri di Torino, città protagonista e presente anche in altri pezzi, come l’umoristica “Filomena” o la più recente delicatissima "LungoDora".
Nel 2001 e 2002 dà vita artistica alla rassegna "Chansonnier Torino", di cui cura la direzione, portando per la prima volta in scena nel capoluogo piemontese artisti assai diversi tra loro quali, ad esempio, i Tre Lilu e Lucilla Galeazzi.
Nel biennio 2005-06 mette in musica alcune poesie di Pier Mario Giovannone tratte dalla raccolta ”L’Infinità Decrescente” (ed. Nero su bianco, Cuneo 2005) per uno spettacolo tuttora in scena ideato e realizzato insieme all’attrice Tatiana Lepore e all’organettista Filippo Gambetta.
Nell’agosto del 2006 viene invitato da Enrico De Angelis a partecipare al festival “Dallo Sciamano allo Showman”.
Nel 2008 si aggiudica il Premio Sisme per la migliore interpretazione alle Audizioni Live della XIX edizione di Musicultura.
MIMI' STERRANTINO
Domenico Henrik Sterrantino, detto Mimì, nasce ventitre anni orsono a Castelmola, ridente paesino arroccato sopra Taormina. Dal padre, cantautore folk, assorbe la passione per la musica e per la chitarra: dalla madre, svedese, prende quel tocco cosmopolita che gli permette di affiancare alla passione per la musica dei cantautori folk siciliani, l'amore per la musica internazionale. Passa ore ed ore ad ascoltare di tutto: dal rock al balcanico, dai canti popolari al jazz, dal taraf ai cantautori italiani.
A diciannove anni inizia a comporre brani suoi, rielaborando le influenze musicali in maniera originalissima, dando vigore alla sua composizioni con la sua voce profonda e caldissima. Nell'estate 2006 viene notato dalla Malintenti che decide di puntare su di lui. A dicembre registra una demo di 15 canzoni. Nel febbraio 2007 esce il suo primo Ep, "Mimì Sterrantino", che in meno di sei mesi viene letteralmente polverizzato: a breve la seconda tiratura. Gli vengono riconosciuti diversi premi di critica, e si esibisce in più di 50 occasioni, ammaliando spettatori e addetti ai lavori. I suoi brani vibrano dello spirito contestatario della migliore tradizione cantautoriale italiana, della poesia dei grandi, della magia creativa di una mente pura schierata contro gli obbrobri della società contemporanea.
LUCA GHIELMETTI (27/11)
Luca Ghielmetti è uno di quelli che se non gli si vuole prestare attenzione lui se la prende lo stesso. E poi non la restituisce più. Avviene con dolcezza: uno sta facendo tutt’altro in un locale, degli innumerevoli che ha solcato in una vita vissuta amando la musica ricambiato appieno, in un teatro di provincia della Provenza (dove tutti i paesi sono “le” qualcosa o “sur” qualcosa), in una piazza festosa del Sud, nella classica fabbrica riattata del Nord, insomma, uno è li per gli affari suoi, magari chiacchiera con il vicino di donne e motori, del nuovo acquisto della squadra del cuore e, quasi, si dimentica che sta per avvenire un concerto. Ma, a un certo punto, un uomo la cui timidezza e dolcezza non si preannunciano, vista l’imponenza non indifferente, brancherà chitarra e sedia, e senza preamboli, per non precipitare nell’imbarazzo di chi teme di disturbare, principierà un brano. Fregandosi l’attenzione. Tutta. Non può farci niente: gli succede da quando era bambino (sì è stato bambino, qualcuno dice pure che sia stato sotto il metro, ma mentisce). Poi non passa. Chi lo ascolta una volta poi lo ascolta sempre con lo stesso amore. Per sempre. Giorgio Conte lo ha sentito, lo ha preso e se l’è portato via in tour, così, senza troppo pensare. Allora viene da chiedersi perché, perché questo costui non abbia venduto milioni e milioni di dischi in questi venti e più anni trascorsi cercando un pianoforte nei bistrôt di Milàn recuperando una sedia qualsiasi. Perché?
Perché, signore e signori, quest’uomo, questo cantautore che avete di fronte, costui è un delinquente, signore e signori. Invece di inseguire produttori e discografici con il cappello in mano inseguendo chissà che sogni di gloria, invece di balzare da un salotto televisivo all’altro cercando di farsi fotografare, nel frammezzo, in compagnia della vice attendente velina, invece di mettersi a tavolino e scrivere, una buona volta, un successo da classifica (aò, un paio gliene sono pure scappati, “Per amore dei tuoi occhi blu” e “A un passo dalle nuvole” e non gli è sembrato vero di affidarle all’amico Enrico Ruggeri, tipo “no, no, ti prego, fallo tu...”), insomma, invece di fare il cantautore il Ghielmetti - noi qua siamo tutti “il” qualcosa, peggio dei paesini di prima - ha benpensato di restare a curare i cuori che infrange dispensando farmaci veri, proprio quelli in compresse, tre volte al dì prima dei pasti. E forse qualcuno ancora gli risponde: “Dottore, e chi mangia tre volte al dì?”. Quindi abbiamo a disposizione due dischi dal 1990 a oggi: “Le corniole di nonno Rassuli” (parlando di successo... vi immaginate un digèi che annuncia: “E ora i dischi caldi, al decimo posto ‘Le corniò...” vabbé, di Luca Ghielmetti) e “Dolci spose mancate d’un soffio”. Ora che è padre e sa di essere ricattabile forse lo abbiamo convinto a fare un album nuovo e dico forse perché finché non l’avremo in mano non ci crederemo così come non credevamo che l’amico Mimmo Locasciulli (un altro che ne sa di cuori infranti: è primario di cardiologia, un titolo che dovrebbero dare honoris causa pure al Brel, al Leonard Cohen, al Randy Newman e a tutti quelli che il Ghielmetti nomina sempre quasi mettendosi a piangere come un bambino) gli avesse davvero presentato il Greg Cohen e che questo gli avesse chiesto, dico “chiesto”, di collaborare per i brani. “Cioè, scusa Luca, questo in curriculum mette: Tom Waits, Laurie Anderson, Bill Frisell, Norah Jones, Bob Dylan, Lou Reed, Ornette Coleman, perfino Woody Allen, e te?” e lui pronto “E adesso va a suonare con Randy Newman”, quasi rammaricandosi di avergli sporcato l’elenco. Insomma, signore e signori, è molto probabile che vi siate rotti di leggere queste storie intanto che aspettate l’inizio. Adesso vi aggiusta lui. Luca Ghielmetti.
MATILDE POLITI (04/12)
Nata a Palermo, laureata in Antropologia Culturale alla Sapienza di Roma nel 1999, lavora tra musica e teatro dal 1992. La sua formazione teatrale avviene soprattutto presso la Fondazione Pontedera Teatro (1995-96), nell'ambito del teatro di ricerca; lavora negli anni in numerose produzioni teatrali, come attrice, cantante e musicista, nonchè come creatrice delle parti musicali degli spettacoli e come trainer vocale degli attori. Gli studi musicali cominciano nel 1985 con lo studio del pianoforte e solfeggio, per passare poi da autodidatta allo studio della chitarra, della fisarmonica e del canto dal 1990. Durante gli anni porta avanti un percorso di autoformazione, attraverso seminari e workshop di varia natura sul canto (Giovanna Marini, La Reverdie, Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, etc), affiancati da un costante lavoro di ricerca e sperimentazione, e da una intensa attività di concerti da strada, con repertorio folk americano, spagnolo e siciliano.
Dal 2000 sceglie di dedicarsi esclusivamente al lavoro di ricerca sul repertorio di tradizione orale siciliano, ricerca che si allarga costantemente al riferimento alle musiche tradizionali di area mediterranea; da allora, come cantante, accompagnandosi con chitarra, fisarmonica e tamburello, ha suonato in tante piazze grandi e piccole della Sicilia e d'Italia, partecipato a numerosi festival di musica popolare, anche all'estero (Spagna, Svizzera, Tunisia), come interprete del canto monodico di tradizione orale siciliano, con la missione di riportare alla "popolarità" brani scomparsi dal paesaggio sonoro contemporaneo. Ha dato vita, contribuito o partecipato a diversi gruppi, sia nel teatro che nella musica, realizzando collaborazioni artistiche con artisti locali e stranieri di area non solo etnico-popolare, ma anche jazz e contemporanea, cantautorale, e classica.
Dal dicembre 2003 porta avanti a Palermo e in Sicilia una attività di ricerca e monitoraggio delle tradizioni locali siciliane e palermitane in particolare, affiancata da una serie di progetti finalizzati alla valorizzazione, alla condivisione e diffusione della musica popolare. Oltre a numerose partecipazioni discografiche (con il padre Guido Politi, in produzioni del Comune di Palermo e del Teatro del sole), ha al suo attivo tre album: Sugnari, con il Trio Ma'arìa (Valeria Cimò, Zsivkov Lajos e la stessa Matilde) (2007); A tirannia - Canti Politici e Storici del popolo in Sicilia (2007); Si eseguono riparazioni dell'anima (2008).
CARLO MURATORI
Carlo Muratori è un cantautore e uno studioso di tradizioni popolari che vive a Siracusa, sua città natale. Ha cominciato a dedicarsi allo studio della cultura popolare siciliana negli anni settanta, collaborando con Antonino Uccello all’interno della Casa Museo di Palazzolo Acreide. Nel 1977 ha formato I CIRILLI, un gruppo musicale di folk-revival. Con I CIRILLI ha eseguito decine di concerti in tutta la sicilia ed ha inciso due album. Nel 1987 ha iniziato la sua carriera da solista che si muove su due versanti: la ricerca e ri-esecuzione di musica popolare e la composizione di nuova musica d’autore in lingua, dialetto e altri idiomi.
UNDUO (11/12)la ricerca
Duo composto da Costanza Paterno’ e Davide di Rosolini.
Costanzo Paternò nata a Trieste il 6 agosto 1985, inizia a cantare nel coro "Gaudeamus Igitur", diretta dalla Maestra Elisa Poidomani, cantando in moltissime opere(Pagliacci,Carmen,Suor Angelica...) anche come voce solista(Il Flauto Magico,Tosca,Rinaldo &C.) al Teatro Massimo Bellini di Catania e in molti altri posti. E’ una factotum dell’ arte, canta, balla, dipinge, recita e non si ferma mai. Segue diversi studi con Stefania Patane’(tecnoca Voice-craft), Miriam Palma(con la quale presenta due spettacoli:Caterina La Sapiente e Studio Sul Guerrin Meschino). Michael Aspinall(Canto lirico), Salvatore Bonafede(con il quale studia jazz). Segue i corsi di teatro ad Alcemo con Abbondanza, Bertoni, Castello, Fazziono(Danza); Denizon(teatro); Bollani e Guerrini(Jazz). Il lavoro di musica elettronica e voce PASTO NUDO (duo live di improvvisazione assieme al musicista Dario San Filippo), viene selezionato per il Premio Nazionale delle Arti del 2008. Le sue canzoni sembrano venire da anni e luoghi diversi, cantate in diverse lingue passano da un valzer ad un flamenco da un flamenco a una tarantella da una tarantella a momenti di psichedelia, il tutto con un linea scorrevole e funzionante, che non si riesce a capire bene come faccia a riuscirci, sconoscendo la chitarra e tutte le sue tecniche. Tutte queste sonorita’ accompagnano la sua voce che riesce ad essere sottile e giocherellona ricordando le nostre cantanti anni 60-70, ma anche aggredire e spaccare come le cantanti rock americane del 70.
Davide Di Rosolini nasce a Modica(Rg) il 29 gennaio 1982. Con un trascorso di "metallaro" alle spalle, Davide e’ uno dei personaggi piu’ attivi della scena musicale elorina. Con la band Tetra Martire, di cui e’ cantante e chitarrista, ha pubblicato l’album Tre quarti d’ira (prodotto dall’ etichetta umbra "Il maggiolone"). Vincitori del premio Franchi Ingrassia, i Tetra Martire sono stati ospiti al Roxy Bar di Red Ronnie e il loro video ha ricevuto una nomination nell’ ambito del premio videoclip italiano della IULM.
Nel marzo 2003 Davide di Rosolini da’ vita al progetto Bardo, un nuovo modo di "fare" musica in modo poetico e al contempo grottesco e autoironico. "Provando a farvi capire meglio il genere: immaginate Tolkien, con uno spruzzo di Rino Gaetano, un pizzico di Elio e le Storie Tese, un cucchiaio di cantatourato italiano anni 70 ma soprattutto una bella tazzina di olio extravergine d’ oliva siciliano, un bel bicchiere di Nero d’ Avola e una bella "scaccia" (Vincenzo Spadaro)
Finora col progetto Bardo hanno visto la luce quattro album: Vino, broccoli e fantasia (2005), 5 possibilita’ di prenderle (2006), Musica bardica (2006), Storie del nostro e dell’ altro mondo (2008).
13 Novembre – 5 Dicembre
Ore 21
Associazione Culturale Alan Lomax
Cortile Archirotti 1 di Via Fornai 44 – Catania
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